...tanto di cappello!

...premessa...ho trovato il testo che segue in un forum HD su internet e ho deciso di pubblicarlo per il bel messaggio che lascia...spero che l'autore non me ne voglia se lo copio e lo incollo in questo blog ma sarebbe un peccato non farlo...

Volevo fare una considerazione: In quasi 30 anni di moto, è la prima volta che frequento dei forum su tale argomento e devo dire che dopo un po' l'effetto è destabilizzante, mi spiego meglio; ho avuto moto di diversa tipologia e marche diverse che si adeguavano alla tecnologia che man mano avanzava, moto con le quali mi sono divertito perché realizzate magari non sempre benissimo ma abbastanza specialistiche: touring, sportive, motardone, enduro ecc, ma ciò nonostante leggendo le riviste del settore mi soffermavo spesso a guardare con ammirazione foto di motociclisti che con mezzi palesemente inadeguati al fuoristrada e complessi da pilotare, si imbarcavano in viaggi su lunghi nastri d'asfalto dove potevano esserci anche dei percorsi sterrati molto impegnativi e senza indugio li affrontavano, erano gli anni fino alla metà dei '70 e le moto Royal Enfield, Triumph, Moto Guzzi, ma anche Honda four ed altre.
Comperando una HD, come molti, ho realizzato un sogno, ma è durato poco, almeno fino a che il mio entusiasmo non mi ha portato ad iscrivermi a più di un forum specializzato, a quel punto mi sono rattristato. Ho compreso di non aver comperato il sogno tutto luccicante con quel suono meraviglioso che mi passava davanti quando ero piccolo, ma un facsimile, una specie di prodotto del marketing una vaccata industrializzata che fa il verso alle Vere HD, quelle prodotte fino a che il TC88 non ne ha brutalizzato l'immagine, un motore che non ha niente a che vedere con quello pensato da Mr.Davidson e Mr.Harley, con Dio mi aiuti l'iniezione elettronica, con sospensioni, scarse ma purtroppo sempre sospensioni sono, gomme radiali, pompa dell'olio che mi lubrifica il motore invece del cicchetto manuale, l'accensione elettronica che con un doppio carpiato ha soppiantato le puntine, il cambio a pedale, addirittura lampadine alogene nei fari, mentre si sa che le vere Harley hanno la lampada ad acetilene, incredibile!...........
O no?
Forse mi sono spinto un po' troppo indietro, aspetta, com'era il discorso? Che non ho una vera Harley-Davidson perché.......già perché? Dove mi devo fermare per considerare un'Harley una Vera Harley? Immagino al motore EVO giusto? Ma perché non al Panhead? Forse perché un cambio a mano su una moto obbliga a togliere una mano dal manubrio commettendo un infrazione al CdS? Si certo, come no...Quanti dubbi, tanti che ho deciso di spegnere il pc scendere in garage e guardare quell'obrobrio che con tanta leggerezza ho deciso di acquistare a fronte di un finanziamento di 6 lunghi anni! Che razza di cretino...
Ma guardala sta cosa, lì sul cavalletto con quell'aria da prima donna, tutta luccicante, bella..... però che bella che sei, se non ti metto in moto sembri vera. È incredibile, eppure lo so che sei un facsimile, un imbroglio, ma sembri proprio una di quelle Harley luccicanti della mia infanzia. Come ipnotizzato da tanta bellezza decido di mettere il casco, guanti ed occhiali ( gli stivali di pelle li ho sempre ai piedi anche d'estate) metto in moto e dopo 30 secondi parto, con calma; dove vado? Ma si un giro in collina, poi avanti ancora e mi trovo sui lessini, prendo la prima mulattiera e proseguo, arrivo alle malghe e vado avanti, però che agilità sta vasca da bagno di quasi 400kg con me sopra, scendo dall'altra parte e imbocco la strada tornantosa in discesa, poi su di nuovo, altopiano ancora, STOP! mucche...e spengo il motore... Mi guardo intorno in attesa che attraversino e sento il calore salire, guardo in basso e vedendo quella padella di tachimetro, mi ricordo di avere un Harley sotto il cu*o! Però, mica male sto facsimile, agile sui tornanti e sicuro sullo sterrato, mi sto divertendo come un bambino, come chi con la Royal Enfield faceva viaggi ovunque, almeno immagino, ma so che ho ragione.
 Mucche passate, riparto. Tornato in pianura decido che mi faccio un po’ di superstrada, l'andatura aumenta raggiungo altre moto ed altri mi raggiungono, sono l'unico che ha un'Harley Davidson e tutti la guardano, ti credo è bellissima! E va pure forte, è agile anche a velocità sostenuta se la prendi bene per le corna e sui curvoni presi con sapienza è una roccia. Sono quasi a casa e ho le guance che mi fanno male a forza di sorridere, meno male che ho il fazzoletto stile cowboy altrimenti avrei la bocca piena di moscerini… Arrivo a casa, parcheggio e chiudo il garage, passo a fianco alla mia Harley Davidson e la sento che si sgranchisce tac tac tictac..... mentre si accomoda tutta accaldata sul suo cavalletto lucido. È sporca ed impolverata, domani la laveró ora no perché sono impolverato anch'io e puzzo di asfalto e di viaggio.
Non riesco a non guardarla, il suono dei suoi scarichi è ancora nella mia testa, sento nelle ossa e nei muscoli le vibrazioni del suo motore e mi sento bene, soddisfatto, appagato, tranquillo.

Che moto ragazzi, finalmente ho realizzato un sogno.

GUARDIAN BELL

LA CAMPANELLA ANTI SPIRITELLI
Molti anni fa, in una fredda notte di dicembre, un vecchio burbero motociclista era di ritorno da un viaggio in Messico con le bisacce della sua moto piene di giocattoli e altri gingilli assortiti per i bambini di un orfanotrofio vicino a dove lui lavorava.
Mentre cavalcava nella notte, pensava alla fortuna che aveva avuto nella vita, quella di avere una donna amorevole che capiva il suo bisogno di andare per le strade e pensava alla sua moto, che non lo aveva mai deluso una volta in tanti anni di strada insieme.
Ebbene, a circa 40 miglia a nord del confine, nel deserto, si nascondeva un piccolo gruppo di famosi critters, meglio conosciuti come Gremlins o spiritelli maligni di strada. Sai, quelli che lasciano sempre degli ostacoli sulle strade, che so, una scarpa, tavole di legno, pezzi di vecchi copertoni , o quelli che scavano le buche tanto temute per i bikers e che spesso sono causa di incidente, o quelli che ti fanno capitare di tutto sulla tua moto, anche i guasti più impensati. Loro vivono per questo e quando riescono a realizzare i loro progetti gioiscono per le loro malefatte.
Bene, al nostro biker, lupo solitario, subito dopo una curva, in quella notte di luna, i folletti tesero un agguato, facendolo cadere sull'asfalto e scivolare per parecchi metri, si fermò dolorante vicino alla sua moto, nell'impatto con l'asfalto si erano rotte le bisacce e tutti i giocattoli erano sparsi sulla strada. Mentre giaceva lì, incapace di muoversi, i folletti di strada si avvicinavano minacciosi verso di lui per averne la meglio definitivamente. Ebbene, questo biker, non essendo uno che si arrendeva facilmente, iniziò a lanciare le cose uscite dalle bisacce contro i folletti, ma questi, per nulla spaventati, continuavano ad avvicinarsi, vedendo che tutto era inutile, si ritrovò in mano una campana uscita dalle bisacce, iniziò a suonarla con la speranza di spaventare il piccoli gremlins.
Circa a un mezzo miglio di distanza, accampati nel deserto, c'erano due bikers seduti attorno al fuoco che parlavano della bella giornata passata in giro con le loro moto, della sensazione di libertà che da il vento sulla faccia mentre cavalcavano attraverso il loro grande paese.Nel silenzio della notte sentirono questo suono incessante di campana, da prima pensarono ad una chiesa, ma poi ascoltando bene, capirono che era qualcos'altro. Incuriositi montarono in sella e trovarono il vecchio biker circondato dagli spiritelli ormai pronti a terminare l'opera. Inutile dire che, facendo parte della fratellanza biker, si lanciarono subito contro gli spiritelli e li misero in fuga, salvando così il nostro lupo solitario.
Il vecchio non sapendo come sdebitarsi, offrì loro del danaro, ma come tutti i veri bikers loro, rifiutarono categoricamente. Ebbene, il nostro protagonista però, come al solito, non si diede per vinto, tagliò due pezzi di pelle delle sua bisacce li legò ciascuno a una campanella e poi le posizionò sulle moto dei motociclisti, il più vicino possibile al suolo. Il vecchio guerriero di strada disse ai due bikers che con quelle campanelle messe sulle loro moto sarebbero sempre stati protetti dai folletti maligni di strada e che se per caso, si fossero trovati in difficoltà, suonandole un altro motociclista sarebbe corso in loro aiuto, come era accaduto a lui.
Così, ogni volta che vedete un motociclista con una campana sulla sua moto, sappiate che egli è stato benedetto con la cosa più importante nella vita, l'amicizia di un collega motociclista.
Lo Scopo del Bell Guardian
Molti di noi hanno sentito la storia di spiriti maligni di strada. Sono piccoli folletti che vivono per le strade e sulle nostre moto. Amano guidare, e sono anche responsabili della maggior parte dei problemi delle nostre moto. A volte le nostre frecce rifiutano di funzionare, la batteria si esaurisce, la frizione ha bisogno di taratura, o una qualsiasi delle centinaia di cose che possono andare male. Questi problemi sono causati dagli spiriti maligni di strada.
I folletti maligni di strada non possono vivere in presenza della campana, perché rimangono intrappolati nella cavità della stessa. Tra le altre cose, il loro udito è super sensibile, essendo per cui intrappolati nella campana, il suono della stessa li fa impazzire. Essi perdono la loro presa e cadono per la strada.
Se vi comperate da soli una campana Guardian, la magia funziona, ma se la campana vi viene regalata, il potere raddoppia e saprete sempre che da qualche parte c'è un amico che vi pensa pronto ad aiutarvi.
Dunque, se avete un amico che non possiede una campana, non datela vinta ai folletti maligni di strada. regalategliela e per lui sarà bellissimo sapere che qualcuno lo pensa. La campana, oltre a prevenire i guasti della vostra moto e gli incidenti di percorso, aiuterà ad eliminare spiriti maligni di strada.
Lucidatura della Bell Guardian
E' consuetudine per alcuni di noi legare una campana di bronzo nella parte anteriore sinistra del telaio della nostra moto, nel punto più basso vicino al suolo, qui è dove funziona meglio e si sporca di più. E' una piccola cosa, ma il motivo è nobile, ogni volta che la campana si sporcherà e noi la lucideremo, ricorderemo gli amici perduti che ora sono nel vento.
Quando sentiremo suonare la campana, sapremo che i nostri fratelli e le nostre sorelle sono in viaggio con noi, questo ci ricorderà come è facile sbagliare e perdere la vita.
E forse, soltanto forse, la prossima volta che saremo in pericolo, loro saranno lì per aiutarci ... e noi li ringrazieremo ogni volta che spendiamo un po del nostro tempo per lucidare la campanella.

NATO IL 4 LUGLIO

URAL - CCCP
Il titolo è tutto a stelle e strisce ma siamo in ex Unione Sovietica, per la precisione a Yerevan, in Armenia. Oggi rivede la luce un pezzo della storia motociclista sovietica. Era un rottame ritrovato durante la demolizione del vecchio velodromo della città, ma con l'ausilio degli abili meccanici locali questo sidecar è tornato al suo splendore originario. Il restauro è ancora da ultimare ma il motore scoppietta che è un piacere e allora...tutti a bordo!
Verde come mamma Ural lo ha fatto, ci regala un brivido bicilindrico partendo al primo calcio. La guida è tutt'altro che intuitiva ma io intuisco molto presto che se non freno mi schianto su una macchina parcheggiata...pericolo scampato...la notte incombe e i vicini cominciano a brontolare per il troppo smarmittare. Rispettosamente rimettiamo il tre-ruote al suo posto.
Miao

TALE(vi) PADRE TALE(vi) FIGLIO...

TOMMASO RANDAGIO
A chiunque si chieda come si faccia a diventare Gatti Randagi...beh...rassegnatevi...non ci si diventa, ci si nasce!
Il piccolo Tommaso ne è una prova...è attratto naturalmente dalle due ruote...ecco perchè si inserisce a pieno titolo tra i bikers del Gruppo e mette la sua prima tacca nel libro delle presenze...
è vero, non è andato su strada, ma non può...però si è fatto tutto quello che gli è concesso alla sua giovanissima età: garage-cancello di casa...mica poco!

GIORNATA DELLA MADONNA

MOTOBENEDIZIONE DI LORETO
6 gennaio 2013
testo scritto da Gatto Randagio
A parte il titolo che può sembrare blasfemo, anche quest’anno i Gatti Randagi non si fanno trovare impreparati e partecipano al motoraduno di Loreto, primo evento motociclistico dell’anno, in formazione minima. In poche parole vado da solo.
Ma non cedo alla sconforto, nel cielo il sole è a palla, la temperatura gradevole, parto.
Quando arrivo mi dicono che non c’è più neanche un buco. Per voi! Penso io, voi non sapete chi sono io! Gatton gattoni raggiungo la piazza e…toh!...un posticino per me c’è. Che classe! Mi guardo intorno e piazza della Basilica e la piazza antistante stracolme di moto e centauri.
Il rituale propiziatorio è sempre lo stesso da anni, si benedice la chiave alla fonte all’interno della Basilica, un po’ di casino fuori, e quando il Vescovo, dopo averci benedetto, ci dà il nulla osta…si scatena l’inferno.
Tutto qua, sembra poco ma è una vera boccata d’aria pura per gli stalloni d’acciaio che se ne sono rimasti chiusi in garage per tutto l’inverno.
Al prossimo anno.
Miao

DAVIDE^2 - CAVALCATA DE LA TRANSUMANZA

XXIV – IX - MMXII
CATRIA + NERONE
testo scritto da Gatto Randagio
Udite! Udite! Invitansi tutti li cavalieri de la scuderia dei Randagi, a lustrar i propri di acciaio cavalli, per la, in data odierna indetta, cavalcata de la transumanza. Debbansi governare mandrie di buoi e stalloni nello annuale rito della ricerca di verdi pascoli. Montino in sella ai loro destrieri e riuniscansi alla taverna detta duemila per strategia elaborare. Due soli gli impavidi presenti al prescelto sito. Davide del Bar Davide e Davide Gatto Randagio.
Il primo (Dadi), fiero della ricevuta convocazione, presentossi su un dalla bianca livrea destriero, un purosangue d’oltremanica di nome Speed Triple, e già di medaglia desideroso di fregiarsi il petto.
Il secondo (DADO), che già di tacche molte ornato avea il suo mantello, della fedeltà del suo amato destriero sicuro, presentossi in sella per la incipiente impresa a Bonnie Black, stallone nero figlio di britannici vecchi campioni.
Raccontan delle loro gesta le genti delle valli del monte catria fino a lo monte nerone, di una regale danza in cui lo spirito bianco viene inseguito dallo nero. E di flussi d’aria così forti che i due, si dice, potean levar i piedi dal suolo in brevi voli per erigere lo sguardo oltre il comune orizzonte e scovare il sentiero maestro. E di posti mistici si parla, di monasteri nascosti nella foresta, e di taverne per abbeverare i destrieri e ristorare lo spirito dei due cavalieri. E di castelli. E di grandi antenne che lanciano messaggi in cielo.
 
Viaggio epico! Tutto il resto è leggenda!
Miao

FAAKER SEE 2012 - 8 settembre 2012

IL CASO NON ESISTE
testo scritto da Brex
Il caso non esiste! Non a caso, infatti, i due saggi veterani (Dado e Brex) decidono di intraprendere un miticissimo viaggio per ritornare a salutare le mitosbataflanti sponde del Faak am See e le 70.000 (settantamila) Harley Davidson ospitate sulle sponde del lago.
Basta parlare! Raccontiamo!4 (quattro) ruote, 2 (due) centauri, 1 (un) obbiettivo. Il tempo stringe, c'è spazio solo per una sortita, ma l'appuntamento è immancabile. 
Lasciamo parlare ancora i numeri: 1.200 (milleduecento) chilometri , 4 (quattro) birre medie, 2 (due) costate di maiale, 1 (una) cameriera.

Dopo il giro rituale per la festa, si torna a casa con la patch in tasca.

Anche quest'anno la bandiera dei Gatti Randagi sventola all'European Bike Week.

Miao!

TALE(vi) PADRE ... TALE(vi) FIGLIO

SENIGALLIA, 22/09/2012
testo scritto da Gatto Randagio
Harley Davidson decide di fare tappa in quei di Senigallia. E lo fa alla grande con un camion carico di … sogni, in puro stile americano.
Davide (gatto randagio) su bonnie black si fa accompagnare per l’occasione, niente poco di meno che, dal capo stipite Oriano (papà ad honorem di tutti i gatti randagi), che si affeziona da subito alla più tamarra delle HD esposte.
Gatto invece si accoda (ahaha) alla fila per prenotare il suo giro su una HD e sceglie la mitica e moderna e esagerata Night Rod, tutta muscoli e ignoranza pura. Si procede in fila verso San Silvestro e recupero posizioni dall’ultima fino alla testa della cordata. 
Un bel giocattolo. Rumorosa e cafona, come piace a noi.
Miao

ALPE DELLA LUNA - GATTO WATER PROOF

BADIA TEDALADA, 14 AGOSTO 2012
testo scritto da Gatto Randagio:
Quattordici agosto, ore ottopuntozerozero, appena tornato dalla notte in pronto soccorso. Sfinito. Afflitto da un dubbio cosmico, dormire o raggiungere gli scout in montagna!? Mi confermano pioggia, tanta pioggia, meglio così, un pensiero in meno…si parte.
Ma non si diceva che i gatti hanno paura dell’acqua? Beh, in questo caso il detto non vale. Fino al Furlo tutto bene, mi fermo per la pausa pranzo, crescia all’abbazia da Cesarino ovviamente, e trovo già lì cane morto & family & friends. Poi un muro d’acqua fino a destinazione.
Arrivo fradicio e rimango così fino alle sette di sera quando trovo ristoro di fronte ad un fuoco. Notte in piena riserva del parco dell’Alpe della Luna, in un rifugio in cima al monte. Passo la nottata accartocciato nel sedile posteriore di un vecchio furgone e solo al mattino mi accorgo che il finestrino era aperto. Ecco perché era freddo!

Ritorno con il sole. Curve, cascatella, paesini incantevoli, uno spettacolo!
Da rifare tutti insieme!
Miao

Sorgente Esino - Ferragosto 2010

testo scritto da Brex:
La giornata si fa subito interessante con RandaJoao alla guida dei nostri eroi: Solitario lo segue e dietro di lui, in rigoroso ordine alfabetico, Francesca, Giada, Silvia e Sonia (+1).
Il cartello “Esanatoglia” ci osserva al nostro passaggio; dopo aver attraversato il piccolo borgo medioevale inizia una serie di piccoli prati già pieni zeppi di vacanzieri armati di carbonella e barbecue. Senza perderci d’animo portiamo la piccola carovana al sicuro in uno spiazzo dietro la strada di campagna, proprio di fianco ai primi rigagnoli del fiume Esino. Mentre RandaJoao e Solitario vanno a perlustrare la zona, il resto della squadra fa il resto a suon di omogeneizzati, thermos, pasta fredda…e pic-nic-kit®!
Dopo il lungo vagare un altro problema si oppone alla nostra missione: il caldo aveva scaldato la frutta durante il viaggio, ma la nostra mente ingegneristica ci permette di risolvere brillantemente la situazione!
Il resto è storia: piedi senza scarpe, tornei micidiali di briscola e tresette con ambiti premi e pipì nella natura selvaggia.
Piantiamo la nostra bandiera anche alla sorgente dell’Esino e torniamo alla base.
Il “Miao” di saluto è quasi un ruggito…
p.s.: anche se pubblicato con "un pò" di ritardo (2 anni!) viene finalmente alla luce il racconto di due gatti randagi e di una loro sgattaiolata...giustizia è fatta!

Serra - Senigallia...estate 2010

testo scritto da Brex:
Andata - Ritorno e ... grigliata!
Due uomini e quattro donne…Il sogno di molti motociclisti! 
Per Franci, Giada, Joao, Luna (Firenze), Silvia bio e Stefano l’obbiettivo è la spiaggia senigalliese. La strada più breve per andare da Serra San Quirico al mare passa per la ss 76, quella più bella per Morro d’Alba. Inutile specificare qual’ è stata la nostra scelta.
Curve, molte curve. Ci facciamo strada tra le colline marchigiane, tra i girasoli ed i campi arati, un paese dopo l’altro. Su una lunga discesa, sul costone di una collina, lasciamo l’acceleratore…sembra di volare. Poi di nuovo gas e si torna sulla strada.
Morro d’Alba ci guarda passare e proseguire verso il mare. L’arrivo è festeggiato con un bel sorso di birra gelata…Aaahh...ci voleva.
Dopo una giornata passata a poltrire sotto l’ombrellone e una bella gita in canoa torniamo verso i monti: ci aspetta una grigliata trionfale in terrazza alla luce delle torce per chiudere in bellezza! Missione compiuta.
Miao
p.s.: anche se pubblicato con "un pò" di ritardo (2 anni!) viene finalmente alla luce il racconto di due gatti randagi e di una loro sgattaiolata...giustizia è fatta!

11 Agosto 2010 - MONTE MURANO

testo scritto da Brex:
Niente colazione stamattina per i gatti Solitario e RandaJoao, si va a caccia di emozioni: la meta è il Monte Murano di Serra San Quirico, uno dei primi monti che si incontrano risalendo la Vallesina.
Le curve in salita sono continue e  piacevoli. Finché non si scollina per la prima volta e non si può trattenere un “miaooooooh!” di meraviglia: c’è metà della costa marchigiana ai nostri piedi, da Pesaro ad Ancona ed oltre. Ma la cima non è raggiungibile in moto e siamo costretti a parcheggiare “i ragazzi” e proseguire a piedi. Ma solo per pochi minuti: raccolta testimonianza dell’ “impresa” si torna in sella…anche perché i monti alle nostre spalle stanno scomparendo dietro ad un muro d’acqua: si sta avvicinando un temporale coi fiocchi!
Fortuna o sfortuna: la pioggia ci gira attorno e l’attrezzatura impermeabile dovrà aspettare ancora un po’...peccato. Il resto del giro è ricco di altri scorci, la giornata è stata proficua, si torna a casa soddisfatti.
Miao
p.s.: anche se pubblicato con "un pò" di ritardo (2 anni!) viene finalmente alla luce il racconto di due gatti randagi e di una loro sgattaiolata...giustizia è fatta!

MOTOBENEDIZIONE 2012

08 gennaio 2012
Non abbiamo letto nessuna locandina nè ricevuto alcun invito ma la associazione logica è banale: prima domenica di gennaio = motoraduno a Loreto! Senza preoccuparci di cercare conferme su internet o in altro modo ci alziamo armati di buoni propositi, indossiamo le nostre tute da Gatti Randagi e ci diamo appuntamento allo stesso posto dove tutto ha sempre avuto origine: casa Talevi. 
Partecipiamo in pochi: Elia su BMW 1200C, Davide su Bonneville Black e Samuele su Sportster 883R. La giornata è stupenda e la piazza è gremita di bikers, uno spettacolo!
A Loreto incontriamo un nuovo adepto, Matteo Gioacchini su BMW 1200R, un amico di Davide, che a parte questa scarsa referenza ha però la nostra stessa passione per le due ruote. Gli perdoniamo allora le cattive amicizie e lo invitiamo a passare la mattina con noi e gli consegnamo la patch da Gatto Randagio. Benvenuto!
 
La cerimonia prosegue da rituale, il Vescovo compare di fronte alla Basilica e ci benedice, poi ci istiga al baccano...e via...motori accesi e al suo cenno si ruota l'acceleratore...una, due, tre volte...poi il baccano si dissolve in fila indiana e tutti usciamo dal Santuario per tornare a pranzo a casa...al prossimo anno...
Miao!

...IN TEMPI NON SOSPETTI...

FONTE AVELLANA
Miao a tutti! Guardate un pò cosa ho ripescato dagli archivi! Era il lontano 25 Aprile 2006, ancora i Gatti Randagi non esistevano nemmeno però lo spirito era già quello giusto.
All'appello rispondevano Samuele e Sonia su Scarabeo 250
e Davide e Silvia su Vespa 250. 
Non c'era il vento in faccia...colpa degli scudi parabrezza...ma il panorama scorreva lento, come succede quando si passeggia con due ruote...
...sì, gli ingredienti c'erano tutti e in segreto i Gatti Randagi stavano ponendo le basi per qualcosa che avrebbero scoperto solo anni dopo.
Miao!

31 Luglio 2011 - IL PADRINO

GLI ABBIAMO FATTO UNA PROPOSTA CHE NON HA POTUTO RIFIUTARE!!!
...irriducibile, quale migliore esempio di dedizione se non questo! Che sia un segno di buon auspicio e che il piccolo Gattino Randagio possa seguire le gesta del suo padrino.
E' con questa presenza che Gatto Randagio passa in vetta alla nostra speciale classifica di presenze...ma se lo è meritato!
Miao

12 Giugno 2011 - ANCORA !?!

ERRARE DIABOLICUM EST...PERSEVERARE (OVEST)
Quando abbiamo saputo che vi sposavate per la prima volta abbiamo tutti pensato "Questi ci sono!" ma quando ci avete detto che vi risposavate abbiamo esclamato: "Questi ci fanno!"...e allora ANCORA AUGURI!
L'evento viene narrato non solo per augurarvi ancora tante buone cose ma per ricordarci che i Gatti Randagi c'erano!
Miao

MOTO BENEDIZIONE 2011

02 gennaio 2011 - LORETO
E così ha inizio! Un altro anno da biker sta per cominciare nel migliore dei modi. Il santuario di Loreto accoglierà anche quest'anno i centauri del centro Italia. Le condizioni climatiche avverse non ci intimoriscono, infiliamo l'abbigliamento tecnico e ingraniamo la prima marcia sapendo che all'arrivo ci saranno i motociclisti veri, quelli bagnati e sorridenti. Da casa Talevi partono le coppie Davide-Bonnie e Samu-Sporty.
Al nostro arrivo un amico ci attende, Claudio Giacomelli con la sua BMW 1200GS, insieme procediamo verso la basilica per immergere le chiavi delle nostre moto nell'acqua benedetta, non si sa mai! 
 
Terminato il nostro rito scaramantico ci spostiamo nel piazzale in attesa che il Vescovo ci saluti e ci benedica, noi e le nostre moto. E lo fa scherzosamente rimproverandoci di esserci fermati sul piazzale e di non essere entrati in Basilica! E poi ci provoca ancora: "fate sentire se le vostre moto sono vive, fatele rombare per qualche secondo"...immaginate cosa è successo subito dopo!
Poco dopo arriva anche Stefano, giusto in tempo per essere immortalato in questa foto e per segnare un'altra presenza. 
Il rientro pure è bagnato ma tolti i caschi abbiamo sul viso delle rughe da sorriso...ne vale sempre la pena.
Miao

FAAKER SEE 2010

10 SETTEMBRE 2010 - ANDATA E RITORNO!
Miao aMici Randagi, anche quest'anno noi c'eravamo! Eravamo lì a sventolare la bandiera dei Gatti Randagi.
Partenza di primo mattino da casa Talevi, Dado, Samu e Karima rispondono all'appello pronti per quella che passerà alla storia come una ammazzata colossale: andata e ritorno in 12 ore! Ma come sempre ne valeva la pena.
Al nostro arrivo troviamo un deserto, stand ancora chiusi, motori spenti e pioggia sopra le nostre teste ma non ci facciamo prendere dallo sconforto e ci sfoghiamo con una dignitosa colazione austriaca e un pò di shopping nell'unico alimentari aperto! Giusto il tempo di riempire le buste con qualche wurstel di produzione locale e si avvertono i primi rombi...arrivano!
Ma il tempo non è dalla nostra parte, dobbiamo rientrare a casa, così salutiamo e silenziosamente abbandoniamo il baccano bicilindrico che regna nella vallata. Il rientro è silenzioso, siamo esausti ma soddisfatti...
...al prossimo anno!

Miao

04/09/2010 SAMUELE E SONIA

NON DIRE GATTO SE NON CE L'HAI NEL SACCO!
E io che credevo che fosse solo un detto! Fino a che nel sacco non ci sono finito io!
Era un solare sabato di fine estate quando finalmente Sonia riesce ad addomesticarmi e così un altro Randagio trova casa!
Ad accompagnarci in questa strana uscita in moto ci sono Dado, Joao, Brex e Canemorto.
Per un pomeriggio Mondolfo è nostra e dei nostri cari, amici e parenti, che sono venuti a festeggiare con noi...
e le foto ricordo? assolutamente in moto!
Grazie a tutti per l'affetto e Miao!

20 GIUGNO 2010 - MONTE CATRIA RIDE

PIOVE PIOVE, LA GATTA FA LE OVE
Minaccia di pioggia. Anzi certezza. Perfetto. Non poteva esserci tempo migliore per decidere di inaugurare la stagione e uscire dal lungo letargo invernale. Incontro al solito posto, la Pasticceria 2000. Pieno fatto e voglia tanta. Presenti Elia, Samuele, Davide, Ivan, Maurizio e cognato, Francesco, joao e amico, Elena, Sonia, Karima, Alessandra, Stefano e la piccola Teodosia. Gli altri ancora nel letto risulteranno assenti a fine giornata. Fifoni! O furbi, visto il tempo avverso!?
Prima sosta allo splendido Stallone Val Piana dopo un’arrampicata tra rocce e tornantini da prima marcia. Il tempo di rendersi impermeabili e si riparte. Attraversiamo un boschetto e passi rocciosi, tutto complicato da pioggia, nuvole, fondo bagnato, buche (voragini, squarci nel terreno), breccino e foglie.
Ma tutto bene fino a Fonte Avellana. E poi finalmente pranzo. Da festeggiare Samu e Sonia che diventeranno presto mamma e papà. E Stefano e Silvia che nel frattempo, in gran segreto, si sono sposati. E c’è anche tempo per la consegna dell’omerale dei Gatti. Era venuto solo per quello. Sarà che stiamo diventando famosi? Il ritorno è una fuga precipitosa verso casa, ognuno per la sua strada.
Alla prossima. Miao